Cross Industry Dynamics ha trasformato il drago di un videogioco in una installazione fieristica di 2,6 metri grazie alla produzione additiva robotica image

Quando Dire Wolf Digital ha deciso di far esistere nel mondo reale il drago del loro gioco CLANK!, ha portato la sfida a Cross Industry Dynamics (CID). Il risultato: una scultura alta 2,6 metri, interamente assemblata, realizzata con la tecnologia robotica LFAM di Caracol.

Dai pixel a un prop che viaggia su un camion

Un asset di gioco e un oggetto fisico non condividono quasi nulla, se non la geometria. Dire Wolf ha consegnato a CID il modello 3D originale, ma una mesh pensata per un motore di rendering non porta con sé nessuno dei dati strutturali, di tolleranza o di assemblaggio che servono a un oggetto fisico alto due metri e mezzo.

Prima della produzione, CID ha condotto un’analisi completa di design-for-manufacturing (DFAM): fissare la scala, definire l’orientamento di stampa, segmentare la geometria in sezioni stampabili. Il vincolo determinante è stato la movimentazione, dato che una squadra di una o due persone doveva montare e smontare il drago in loco senza muletti né attrezzature di sollevamento. CID ha suddiviso la scultura in sei sezioni principali, dimensionate per il trasporto e l’accoppiamento manuali, isolando gli elementi più delicati come le corna in componenti separati, per semplificare la deposizione e proteggere le geometrie fragili durante il trasporto.caracol-robotic-lfam-cid-installations-enetrtainment-dragon-from-cad-to-reality-printing-phase

Il lato produttivo: dalla mesh alla parte stampata

Con il modello pronto per la produzione, il lavoro è passato alla piattaforma Caracol Heron AM installata e operativa presso lo stabilimento di CID. Il PETG rinforzato con fibra di vetro ha costituito l’ossatura strutturale, estruso attraverso un ugello largo, calibrato per bilanciare la velocità di deposizione e la fedeltà superficiale. Le ampie forme organiche si sono tradotte in modo pulito nella deposizione large-format, mentre gli sbalzi più estremi hanno guidato la strategia di orientamento e segmentazione, dato che a questa scala l’orientamento della parte determina finitura superficiale, necessità di supporti e carico di post-processo.

Specifiche di produzione principali:

  • Piattaforma: Heron AM 300 – estrusore HV
  • Materiale: PETG + 30% GF
  • Diametro ugello: 5 mm
  • Dimensioni: 1643 × 2895 × 1402 mm
  • Peso: 65 kg
  • Tempo di stampa: una settimana
  • Parti stampate: 6

La seconda criticità era la ripetibilità del posizionamento tra un montaggio e l’altro. CID ha riempito i gusci stampati con schiuma marina ad alta densità e ha integrato un sistema di allineamento a spinotti metallici, assegnando a ogni sezione un riferimento preciso, così da farla combaciare nella posizione corretta a ogni installazione. Questa ripetibilità, resa possibile dall’automazione insita nel processo di stampa, ha permesso a CID di integrare trasporto, smontaggio e rimontaggio nel piano produttivo fin dall’inizio. Per i progetti del settore dell’intrattenimento, dove lo stesso allestimento viaggia da una fiera all’altra, un montaggio ripetibile conta spesso quanto il risultato visivo.

Rispetto agli stampi, all’attrezzaggio e alla scultura manuale che un pezzo unico di queste dimensioni richiederebbe di norma, la via additiva ha portato:

  • Una riduzione dei tempi di consegna di circa il 55%
  • Una riduzione dei costi di produzione intorno al 40%, grazie all’efficienza sui materiali e all’eliminazione dell’attrezzaggio
  • Una riduzione del peso di quasi il 60%, merito della costruzione cava con anima in schiuma, che rende il pezzo gestibile da una squadra di due persone

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Cosa apre da qui in avanti

Il drago finito è stato il fulcro della presenza in fiera di Dire Wolf e ha suscitato esattamente la reazione che cercavano. Per CID, però, l’aspetto più significativo sta sotto la superficie della scultura. La robotic LFAM permette di passare direttamente da un asset creativo digitale a un oggetto fisico di scala architettonica, evitando gran parte degli stampi, dell’attrezzaggio e della lavorazione manuale che il lavoro scultoreo su pezzo unico si porta dietro di solito.

Una piattaforma robotica avanzata come la Heron AM, unita all’automazione integrata, è ciò che ha reso percorribile questa strada, trasformando un personaggio di gioco in un manufatto spedibile, rimontabile e pronto per la fiera.

E le prospettive vanno ben oltre un singolo drago. Nell’industria dell’initrattenimento – themed entertainment, marketing esperienziale, prop di grandi dimensioni, installazioni brandizzate, lavori scultorei su misura: tutto questo è ora a portata di mano, e il metodo dietro a questo progetto indica una direzione decisamente più efficiente e sostenibile.caracol-robotic-lfam-cid-installations-enetrtainment-dragon-from-cad-to-reality-frontal

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